1 maggio, il diritto contare

Per questo primo maggio regalatevi la visione de “Il diritto di contare” (2017). Guardatela con persone a cui volete bene. Guardatela per respirare una visione prospettica in questo momento in cui rischia di predominare il senso di vuoto e la stanchezza. Usatela come un balsamo per lenire il disorientamento. Non perdete occasione di nutrire la vostra anima e la speranza nell’esistenza in una visione non banale ma neppure illusoria.

 

La profonda centratura di queste donne è tale da renderle magnetiche. E’ energetica la semplicità e la naturalezza con cui si sostengono nella consapevolezza che, chi tra loro ottiene un risultato, lo sta facendo per tutto il gruppo. E’ palpabile la passione per la scienza e per il loro lavoro, ovunque debbano svolgerlo. Ci si sente sostenuti dalla loro comunità: accogliente e non giudicante. Si apprezzano i loro uomini che, contrariamente agli stereotipi, le accompagnano nello sviluppo della carriera, in una reale parità di genere. Il tutto senza negare la fatica del contesto sociale nel quale vivono e le lotte che si stanno consumando in quegli anni per affermare il principio di poter essere considerati tutti esseri umani. Il modello di esistenza che ci viene proposto è reale, accessibile e replicabile. E’ un modello che nonostante le difficoltà, non diventa rivendicativo, o aggressivo, ma riesce a trovare come l’acqua una via per scorrere. E’ una visione in cui predomina la fiducia nell’altro e la condivisione della conoscenza. Come ha detto la Dott.ssa Chiara Montaldo, parlando di cooperazione orizzontale e lotta al covid 19, nella recente intervista rilasciata al nostro blog, la condivisione della conoscenza è un aspetto da cui non possiamo prescindere in un mondo globale e connesso in cui molti accadimenti non conoscono più i confini geografici.

 

Il diritto contare

Il diritto di contare

 

Vorrei soffermarmi, in questo primo maggio così nebuloso, tra la pandemia ancora in corso, un mondo inconsapevolmente digitale  e l’ombra di una nuova crisi economica all’orizzonte su Dorothy (allert SPOILER), coordinatrice delle “Colored Computers”. Il brillante gruppo di matematiche minacciate dall’ingresso del primo calcolatore elettronico nell’agenzia spaziale. Dorothy che ha competenze di meccanica ed elettrotecnica per interesse personale, intuisce la portata rivoluzionaria che lo strumento di calcolo può rappresentare per il suo gruppo di lavoro. Al posto che farsi paralizzare dalla paura di essere obsoleta, studia il manuale appena se ne presenta l’occasione. Successivamente  insegna, quasi in segreto, a governare la macchina alle colored computers, garantendo un patrimonio di conoscenza che permetterà al gruppo non solo di sopravvivere alla trasformazione ma di diventarne leader nella gestione informatica della NASA.

 

1 maggio il diritto contareDa una scena di Il diritto contare

 

Nel 2020 a 25 anni dall’avvento della rete, 50 dallo sbarco dell’uomo sulla luna e a 75 anni dalla fondazione, le Nazioni Unite hanno elaborato alcuni documenti di indirizzo futuro. Uno di questi riguarda l’Impatto delle tecnologie digitali nella nostra vita. 

Lo scritto evidenzia le enormi potenzialità che il nuovo contesto digitale in cui viviamo offre per: la democrazia, il contrasto all’analfabetismo e lo sviluppo dei popoli. Nello stesso documento sono chiare le ombre, derivanti da un uso nocivo o malevolo delle tecnologie, che  possono amplificare in modo esponenziale i divari sociali e la compromettere i traguardi raggiunti sui diritti umani.

C’è un forte rimando alle responsabilità personali e collettive, pubbliche e private su come vogliamo gestire la nostra vita ONLIFE. E’ anche evidente che, le derive distopiche dei primi anni 2000 su una rete quasi animistica, non hanno prodotto che una facile deresponsabilizzazione in una terra, quella digitale, che necessita di un governo collettivo. 

 

 Ciascuno di noi ha un preciso compito immediato e fondamentale: diventare competente nella conoscenza multidisciplinare delle nuove tecnologie. Solo la conoscenza approfondita può renderci realmente consapevoli e liberi nella navigazione di un contesto, quale la rete, apparentemente “user friendly” ma estremamente complesso e immenso. Poiché ogni volta che un diritto ha potuto maturare ed esprimersi è stato grazie ad una presa di coscienza collettiva derivante dallo sviluppo della conoscenza di molti. Internet se vorremo potrà essere strumento di diritti e di democrazia. Dobbiamo difenderlo. Buon primo maggio

 

PS:

Per approfondire la visione sviluppata dal regista e prolungare la benefica sensazione di determinazione e speranza che il film vi trasmetterà, potete usare il prezioso materiale edito da Lanterne Magiche – La scuola con il cinema – Programma regionale di educazione all’immagine e al linguaggio cine-audiovisivo organizzato e promosso da Fondazione Sistema Toscana. Questo il  link:  Il diritto di contare .

 

Anna Pisterzi