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Dalla Finlandia lezioni di Gender Equality

Gender Equality ed Economia Domestica

 

Tanti anni fa si insegnava nelle scuole dell’obbligo l’Economia Domestica, ovvero la disciplina che si occupava di preparare le future giovani fanciulle in età da marito a quello che sarebbe stato, nella stragrande maggioranza dei casi, il loro ruolo nella società.

In Italia infatti l’economia domestica a partire dalla riforma Gentile fu materia di insegnamento della scuola media inferiore, mentre nella nuova scuola media unificata, istituita dal 1963, la denominazione muterà nel nuovo insegnamento delle Applicazioni Tecniche, differenziato in maschile e femminile.

Dopo le rivolte del ’68, quando la donna divenne anche lavoratrice, le cose iniziarono a cambiare e parlare di economia domestica divenne quasi offensivo per l’evidente componente sessista, residuo di una mentalità antica e patriarcale. Così, nel 1977 la disciplina muterà ancora con il nuovo appellativo di Educazione Tecnica, che non si diversificherà più in relazione al genere degli alunni. 

 

Gender Equality

 

Al giorno d’oggi, per motivi profondamente diversi da quelli del secolo scorso, assistiamo nuovamente al prolificare di innumerevoli siti dedicati all’organizzazione della casa e degli aspetti pratici della routine famigliare. L’ipotesi è quella che collega ai ritmi di vita sempre più stressanti, l’obbligo di essere multitasking, veloci, operativi in ogni istante, la ritrovata necessità di riscoprire abilità manuali e organizzative volte a soddisfare le necessità di condurre un’esistenza maggiormente volta alla praticità e alla semplificazione.

Nella sua rivisitazione attuale, si potrebbe quindi dire che la perfezione e la forma, qualità imprescindibili e tipiche della “donna di casa” del secolo scorso, siano stati rimpiazzati dall’esigenza di basare un nuovo equilibrio su criteri di risparmio e sostenibilità.

Eppure, nonostante i rapidi e profondi mutamenti a cui la nostra società è andata incontro lungo i decenni, nella classifica del «World Economic Forum» sul «Gender Gap», che misura la parità tra i generi, il Bel Paese si è piazzato al 69esimo posto. Secondo l’Istat, nel 2016, il lavoro di cucina e di attività domestica erano affidati principalmente alle donne, l’81% contro il 20% degli uomini. Una differenza notevole che si aggiunge anche a quella riguardo l’educazione e la cura dei figli ancor oggi caricata sulle spalle del genere femminile (97%) rispetto a quello maschile (73%).

In Finlandia però le cose stanno diversamente. 

In parte è merito del programma scolastico che prevede, fin dalle elementari, la lezione di Economia Domestica, obbligatoria per maschi e femmine.

Dal cucito allo stirare e piegare le lenzuola, l’intento è quello di insegnare anche ai più piccoli a cucinare, pulire e rammendare, senza distinzione di compiti tra i sessi, come mostra un video di Franceinfo.

In Finlandia infatti già da tempo le lezioni di educazione domestica facevano parte del programma delle scuole medie e superiori, ma solo di recente è stata anticipata l’età a cui la materia si rivolge.

Un passo in avanti fatto anche dalla Spagna. Già nel 2019, l’Istituto superiore Montecastelo a Vigo, nella regione spagnola della Galizia, ha inserito nel programma per gli studenti maschi le lezioni di economia domestica. Su suggerimento della Consigliera dell’Educazione della Galizia, Carmen Pomar Tojo, sono state così introdotte una volta alla settimana delle ore di economia domestica per entrambi i generi, con risultati interessanti non solo in riferimento agli apprendimenti pratici acquisiti: tutti hanno ammesso di aver finalmente compreso le fatiche dei genitori e di volersi rendere più autonomi in casa, premessa necessaria per essere in grado di cavarsela fuori dalle mura domestiche e rendersi indipendenti.

Nonostante gli esempi come quello della Finlandia non manchino e, soprattutto, nonostante sia stato dimostrato che per stabilire un nuovo equilibrio tra i sessi sia utile e necessario anche insegnare i lavori domestici al genere maschile, in Italia non si è mai più discusso in di reinserire l’educazione domestica all’interno dei programmi scolastici, questa volta però rivolta a ragazzi e ragazze.

Nel nostro Paese «Tutte le iniziative che puntano a eliminare gli stereotipi di genere sono viste con sospetto», dice Emanuela Abbatecola, professoressa associata del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Genova e animatrice della rivista AG- About Gender, segno che – perlomeno in casa nostra – la strada verso la cosiddetta Gender Equality è ancora lunga. 

Ma «Liberare i bambini e i ragazzi dagli stereotipi, che considerano il vero maschio diverso dalle femmine, significa in ultima istanza fare crescere (nuovi) adulti più liberi anche nella vita privata oltre che nel mercato del lavoro».

 

di Serena Vitulo

 

Per approfondire:

https://it.mashable.com/5701/gender-equality-finlandia-economia-domestica-scuola?fbclid=IwAR3JQkvHSacFNyqUhyabPp5ArIcLzOhuy9QiSzU7lt6HPNT9un9mS_UlmR4

https://carlobiagioli.com/economia-domestica-o-economia-della-felicita/?fbclid=IwAR19KBcF2DeESf-2IcDLWMkG2M_Z-yX4rvWmv1Cy-3Tgz1GCYw_1M_spMj8

 

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