La sindrome di Ulisse

Nostalgia e solitudine di chi si trasferisce all’estero

 

Ulisse è certamente una delle figure leggendarie a noi più note.

Offertoci in eredità dalla mitologia greca, potrebbe essere definito l’emblema dell’eroe errante, del viaggiatore per antonomasia, e per chi come noi di Transiti si interessa di temi quali il viaggio, rappresenta un riferimento ricco di sfaccettature e di spunti evocativi.

Uno fra tutti è quello che affonda le radici direttamente nell’archetipo del viaggiatore di junghiana memoria, offrendoci un modello primigenio di ciò che anima, orienta e agisce nella psiche di chi intraprende un viaggio – reale o metaforico – di scoperta e di crescita personale.

Il viaggio come esperienza interiore è stato in seguito proposto, nel campo della letteratura, da James Joyce che, proprio prendendo spunto dallo straordinario viaggio intrapreso da Ulisse nell’Odissea, conduce l’omonimo protagonista della sua opera (Ulisse, 1922) in un vero e proprio cammino introspettivo.

 

Ulisse James Joyce

Ulisse, James Joyce

 

 

Dalla metafora del viaggio, oggi, trae spesso ispirazione chi si occupa di psicologia e psicoterapia, territori in cui il cammino di scoperta e di conoscenza di sé può essere ben rappresentato dalle vicissitudini, tanto biografiche quanto interiori, tipiche di ogni essere umano alle prese con le vicende della vita.

Prestandosi quindi a molteplici letture e declinazioni, l’immagine del viaggiatore errante ha costituito uno spunto e dato ispirazione a intellettuali e professionisti nel campo della letteratura, dell’arte, dell’antropologia, della psicologia, addirittura della medicina.

 

In riferimento, infatti, alle implicazioni relative all’esperienza di espatrio, altro tema a noi molto caro, si parla sempre più diffusamente di Sindrome di Ulisse, che riconosce nella nostalgia, la solitudine, l’irrequietezza e il disorientamento alcune delle specificità di una condizione di malessere che di frequente è sperimentata da chi si è trasferito in un paese diverso da quello delle proprie origini.

 

La sindrome di Ulisse

La sindrome di Ulisse

 

Proprio come l’eroe omerico, in perenne cammino interiore, l’expat versa spesso in esperienze di malessere e insoddisfazione a carattere spesso identitario, stati emotivi frequentemente condivisi da molte altre persone accomunate dalla medesima condizione e alle prese con il travaglio, lo sradicamento e la nostalgia dell’essere in viaggio.

In tali circostanze, una funzione fondamentale è rappresentata dal ruolo della consapevolezza, risorsa preziosa e veicolo indispensabile verso la possibilità di affidarsi ad un professionista con il quale affrontare le problematiche specifiche della propria condizione di stress ed orientare in maniera più consapevole il proprio progetto di vita. 

Se ti trovi in una situazione di difficoltà, puoi contattarci per intraprendere il tuo percorso terapeutico.

 

di Serena Vitulo