Transiti alla Camera e a Madrid: le istituzioni per gli italiani all’estero riflettono sul benessere psicologico

Le istituzioni degli italiani all’estero dialogano con Transiti sul Benessere Psicologico in espatrio

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Traiettorie alla Camera dei Deputati

Gli incontri di presentazione diTraiettorie. Guida psicologica all’espatrio” proseguono con l’intento di coinvolgere sempre di più le Istituzioni per gli Italiani all’estero, per stimolare il dibattito su una tematica tanto importante quanto sottovalutata: il benessere psicologico e la salute mentale in percorsi di mobilità. Tutte le persone che incontriamo, che hanno fatto o stanno facendo un’esperienza all’estero, ci segnalano l’importanza di portare l’attenzione sulla questione.

Come riporta La Voce d’Italia, “Traiettorie”, presentato recentemente alla Camera dei Deputati, è stato lo spunto per un interessante dibattito al quale hanno partecipato anche i deputati Fabio Porta (Pd – Ripartizione America Meridionale), Toni Ricciardi (Pd – Ripartizione Europa) e la deputata di Azione, Giulia Pastorella.

Nel suo intervento, il deputato Porta ha posto l’accento sul “fenomeno emigrazione” che, a suo avviso, “non va solamente studiato, ma seguito e accompagnato anche con apposite proposte di legge”. Come ha fatto notare, “Con il suo impatto psicologico, l’emigrazione, coinvolge anche le famiglie che restano”.

Per il deputato Ricciardi, il libro “rappresenta uno strumento utilissimo per fornire le coordinate orientative”, e condivide l’ “approccio psicologico” con cui è stato scritto.

Prendendo spunto dall’opera, la deputata di Azione, Anna Pastorella, ha commentato che a parlare di emigrazione non dovrebbero essere solo i deputati eletti dagli italiani all’estero, “ma anche chi si occupa delle politiche sul nostro territorio”.Ha spiegato che le “politiche del nostro paese non riguardano solo chi resta, ma anche chi potenzialmente vuole andare all’estero e quindi va preparato”.

Traiettorie a Madrid

Transiti ha mosso i suoi primi passi nel mondo digitale ma, ben presto, è divenuto chiaro come la distinzione tra online e offline sia figlia di una dicotomia che, anziché aggiungere strati di complessità, separa e banalizza l’esperienza umana. 

Lavorare nei territori e incontrare le persone in mobilità internazionale è diventato quindi essenziale, non solo per conoscere i contesti nei quali esse vivono, ma anche per avere un costante riscontro rispetto al nostro impatto sociale. Questo ci permette di portare avanti riflessioni provenienti dall’esperienza di incontro con persone in percorsi di psicoterapia e di gruppo e di integrarla con le conoscenze provenienti dalla letteratura scientifica sulla mobilità internazionale.

Come riportato su ItaliaChiamaItalia, quando si parla di mobilità si deve tenere conto del mondo complesso in cui queste sono inserite. Ciò richiede di prestare attenzione ad alcuni concetti fondamentali di questa esperienza, tra cui il dialogo nel contorno familiare, la pianificazione della partenza, l’esplorazione del nuovo mondo, il senso di colpa, la nostalgia, la curiosità, la “fuga”, l’adattamento e l’integrazione. 

I tempi cambiano ed è quindi anche necessario far evolvere il dibattito sulle tematiche che li descrivono, pena il delineare contesti e narrative distanti dall’esperienza reale, sia delle persone che dei gruppi e delle comunità. Come riporta 9colonne, durante l’incontro all’ambasciata italiana di Madrid ci si è inoltre soffermati su alcune caratteristiche della migrazione giovanile, di quella “dei nonni” e del più recente fenomeno dell’aumento della migrazione femminile.

Portare queste tematiche nei luoghi in cui le persone italiane vivono e affrontano quotidianamente le sfide della mobilità permette non solo di fare prevenzione rispetto all’importanza del benessere psicologico, ma anche di arricchire le riflessioni di chi, come Transiti, promuove il rispetto dei diritti e la qualità di vita delle persone in mobilità. 

Attraverso gli scambi che avvengono quando si aprono momenti di confronto come questi, emerge la ricchezza dell’esperienza umana, individuale e collettiva che l’ambasciatore a Madrid Buccino Grimaldi ha definito come “Un’analisi approfondita del percorso migratorio italiano all’estero e dell’impatto sull’equilibrio psicologico di chi lascia il proprio Paese”.

Le narrazioni della mobilità: tra individuale e collettivo

La narrazione che ciascuna persona può fare del proprio percorso di mobilità è infatti intrecciata con il racconto collettivo, quello che si tramanda da una generazione all’altra, ma anche quello che proviene dai media e che soffre di incessanti operazioni di banalizzazione e appiattimento, non per malizia ma per pigrizia nell’esplorare una storia meno recente fatta di laceranti sacrifici, discriminazioni e povertà e una più recente, ma ugualmente sfaccettata e complessa, messa in ombra da un desiderio di redenzione sociale, successo e colpevolizzazione. Un esempio su tanti è l’estensivo uso dell’espressione fuga di cervelli,“Una parola trappola, poiché attiva subito un senso di colpa ambivalente – se i cervelli scappano, restano gli stupidi -, interrompe la circolarità del fenomeno migratorio e impedisce di considerare il quadro più ampio anche in relazione a chi resta”, ricorda Anna Pisterzi durante l’intervento a Madrid.

Come sottolinea Marco Lapadura, primo consigliere politico e consolare dell’ambasciata, “L’intenzione di Traiettorie è quindi quella di essere una “guida” non convenzionale, utile strumento per affrontare le difficoltà e le sfide di adattamento a una lingua, cultura, abitudini e tradizioni diversi quando si cambia paese – spesso più di uno e anche più volte nella vita – in maniera più consapevole” (ANSA).

Un segnale dei tempi, in continua evoluzione, che non basta definire con il termine expat che “evoca persone di medio-alta cultura che scelgono di partire in un momento dell’esistenza, ma sempre più stereotipato poiché insufficiente per definire la complessità del fenomeno“, ha constatato la curatrice del saggio, scritto con la collaborazione di Giona Chiovetto e Gaia Figini.

9colonne riporta, inoltre, come l’ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi abbia sottolineato l’alta presenza di giovani tra gli espatriati e come la Spagna stia diventando “una destinazione privilegiata per i connazionali”, con oltre 300mila italiani iscritti al Registri dei residenti all’estero (AIRE).

Secondo la psicologa e psicoterapeuta Anna Pisterzi “l’espatrio è classificabile tra le esperienze spartiacque come lo è la nascita di un figlio”. “C’è un prima e un dopo” [l’espatrio], “questo ci porta fuori dal noto e ci spinge a confrontarci con noi stessi”, ha detto Pisterzi.

Traiettorie e la promozione del benessere psicologico delle persone in mobilità

L’evento di Madrid, oltre ai diversi temi affrontati  le motivazioni che spingono giovani e non giovani a trasferirsi, la genitorialità, le implicazioni che la vita all’estero comporta per i figli, l’aumento della percentuale di donne che emigrano, come le nuove tecnologie abbiano cambiato l’esperienza di chi espatria -, ha visto l’attiva e vivace partecipazione del pubblico che ha contribuito con domande e riflessioni approfondite. 9colonne  e Inform oggi ricordano che non si verifica più un forte distacco affettivo e cognitivo. Si tratta di una situazione sconosciuta fino a qualche anno fa, che ha aspetti certamente positivi ma comporta anche rischi, dalla difficoltà a lasciarsi andare nella nuova realtà al rallentamento dell’ integrazione sociale, culturale e linguistica. Difficoltà che in modo solo apparentemente paradossale si presenta poi anche al ritorno della persona migrante nel Paese d’origine. “È come un nuovo espatrio”.

L’incontro di Madrid prosegue il percorso iberico iniziato lo scorso anno attraverso il progetto Italiani a Barcellona: Parliamo di benessere, e si inserisce in un fitto programma che durante il 2024 attraverserà diverse città europee. In ciascuna di queste verranno affrontate questioni declinate sulla base dei bisogni espressi dai gruppi che Transiti incontrerà e che arricchiranno le riflessioni raccolte in “Traiettorie. Guida psicologica all’espatrio” e grazie all’attività dei soci e delle socie della nostra cooperativa.