La migrazione come progetto

La migrazione come progetto che si basa su parametri specifici, può scontrarsi con le proprie aspettative

La migrazione come progetto che si basa su parametri specifici, può scontrarsi con le proprie aspettative

Migrare è un’esperienza estremamente soggettiva che tocca innumerevoli aspetti della psicologia umana. I vissuti, le relazioni, i significati che sottostanno alla propria e altrui cultura, il senso d’appartenenza, l’identità (Grinberg, Grinberg, 1990).

Nel rivendicare la necessità del riconoscere l’unicità dell’esperienza soggettiva che ogni potenziale utente porta con sé nel rivolgersi ad un servizio per richiedere un supporto professionale, risulta tuttavia ugualmente importante sistematizzare l’orizzonte teorico che verrà utilizzato nel lavoro con le traiettorie migranti personali anche con conoscenze ed informazioni provenienti da prospettive macro-sociali.

Un importante contributo in questa direzione è stato proposto nel rapporto Italiani nel Mondo 2016 stilato dalla Fondazione Migrantes (2016). In questo documento, vengono delineati due paradigmi migratori che sembrano aver interessato le motivazioni dei cittadini italiani che hanno deciso di intraprendere un percorso migratorio.

La migrazione come progetto

Il primo dei due paradigmi è quello che vede la migrazione come progetto. Tendenzialmente si tratta di un’interpretazione della migrazione presente in fasce d’età più alte.

La partenza in questo modello viene vista come una scelta ponderata e definitiva. Il desiderio di partire è accompagnato da quello di ricostruire la propria vita in un posto specifico, facendo spesso riferimento a parametri specifici quali la presenza o meno di nuclei già insediati appartenenti alla propria comunità, alla presenza o meno di un’opportunità lavorativa precedente rispetto la partenza.

In questo tipo di paradigma migratorio si è soliti partire con la famiglia ristretta al seguito e lo si fa con un’attitudine volta alla concretezza. È un percorso volto alla ricerca di una forma di vita nuova ma orientato alla stabilità.

Spostando la prospettiva verso un punto di vista più individuale si potrebbero riconnettere al modello della migrazione come progetto alcune teorizzazioni nate nel campo della psicologia che mettono in evidenza i forti sentimenti di perdita per ciò che si lascia (Volkan, 1999) e che spesso si connettono  ad un’interpretazione della traiettoria migratoria centrata sulla fuga da un paese o da una comunità che non è più in grado di offrire un presente e soprattutto un futuro dignitoso per sé e per i propri cari. La dialettica tra i vissuti inerenti alla fuga dal contesto d’appartenenza e le aspettative verso il paese di arrivo spesso generano forti attriti nella rinegoziazione della propria identità.

La ridefinizione di Sé

La sfida principale di questo tipo di percorso riguarda principalmente due processi: se da un lato occorre liberare parte della nostra mente da aspetti appartenenti alla vita passata nel contesto d’origine, rielaborando le esperienze di perdita, dall’altro occorrerà riempire questi vuoti con le esperienze, i significati e le relazioni che via via si instaureranno nel contesto d’arrivo favorendo il processo di adattamento e di acculturazione al nuovo contesto.

La relativa stabilità del percorso migratorio inteso come progetto, potrebbe in qualche modo facilitare la rielaborazione delle esperienze di vita in maniera più complessa ed integrata. Il fatto di scegliere una meta definitiva faciliterebbe la traduzione dei significati dai due contesti. Si riuscirebbe così a sopportare la duplice valenza (positiva e negativa) della migrazione: unitamente alla perdita dei significati relativi a ciò che si era, si presenterà anche l’opportunità per una ridefinizione di Sé in funzione delle proprie aspettative e delle opportunità offerte dal contesto d’arrivo. La negoziazione di questi due aspetti sarà fondamentale per l’adattamento e la buona risoluzione del processo migratorio inteso in senso psichico.

 

Grinberg, L., & Grinberg, R. (1990). Psicoanalisi dell’emigrazione e dell’esilio. Milano, F. Angeli.
Migrantes, Fondazione (2016). Rapporto italiani nel mondo. Roma, Edizioni Idos.
Volkan, V. D. (1999). Nostalgia as a Linking Phenomenon. Journal of Applied Psychoanalytic Studies, 1(2), 169–179.