Breve guida alla salute psicologica in Irlanda

L’Irlanda, paese su cui l’expat blog di Transiti ha focalizzato negli ultimi mesi la propria attenzione con una serie di contenuti (lavoro, sessualità, vita da expat), è la meta che molti connazionali scelgono per trasferirsi. Può essere utile, allora, avere a portata di mano una breve guida per orientarsi nel panorama dei servizi dedicati alla salute psicologica.

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L’attenzione per la salute psicologica in ambito scolastico

Anche in ambito di salute psicologica prevenire è meglio che curare. E fare prevenzione a scuola significa garantire un accesso equo all’educazione alla salute e al benessere mentali.

In Irlanda lo hanno capito: la cura della salute psicologica, infatti, inizia presto. Insieme al Regno Unito, l’Irlanda risulta essere uno dei paesi europei con il maggior numero di programmi scolastici di educazione alla salute mentale. Se in UK gli interventi di questo genere tendono a targetizzare specifici individui, in Irlanda si predilige un approccio universale, con programmi di prevenzione indirizzati indifferentemente all’intera popolazione studentesca (Patalay et al., 2017).

Volendo sottolineare le differenze, quella dell’Irlanda è una forma di attenzione per il benessere psicologico carente in Italia, dove non è prevista la presenza strutturata di un servizio di psicologia scolastica e dove i rari interventi vengono specificamente direzionati a studenti e studentesse con disabilità e disturbi dell’apprendimento, in un’ottica terapeutica e individualizzata più che preventiva e a spettro universale.

Il sistema di assistenza sanitaria irlandese: dalla tessera sanitaria, lasciapassare per le cure gratuite, all’assicurazione volontaria contro la malattia

Per chi si trasferisce all’estero ed è abituato a un sistema sanitario come quello italiano, può essere complesso comprendere il funzionamento della sanità del paese ospitante orientandosi fra servizi pubblici e privati. 

Per quanto riguarda la repubblica d’Irlanda, l’HSE (Health Executive Service) è l’agenzia governativa responsabile dei servizi pubblici sanitari e sociali. 

Nonostante il sistema di assistenza sanitaria irlandese sia sostanzialmente universale e gratuito, il diritto di accesso a costo zero o ridotto ai servizi dell’HSE si fonda, di fatto, sulle possibilità economiche del/della paziente. 

La popolazione può essere idealmente suddivisa in due categorie sulla base delle fasce reddituali: il 37% circa ha pieno diritto all’assistenza sanitaria gratuita, sancito dal possesso della tessera sanitaria irlandese rilasciata dall’HSE. Per quanto riguarda le cure psicologiche, i/le titolari della tessera hanno diritto a vari servizi, fra i quali rientra la consulenza a breve termine per condizioni psicologiche da lievi a moderate, per esempio depressione, ansia, attacchi di panico, disagio relazionale, problemi legati a lutto e perdita, stress.

Il restante 63% della popolazione ha diritto, a titolo gratuito, al trattamento e al ricovero negli ospedali pubblici, ma paga per altri servizi, tra cui quelli erogati dal medico generico.

E’ molto comune stipulare un’assicurazione sanitaria per coprire le proprie spese mediche ed evitare liste d’attesa: lo fa circa la metà di quel 63% di persone che non ha pieno diritto all’assistenza sanitaria gratuita. Ciò avviene principalmente tramite l’Ente di assicurazione volontaria contro la malattia (VHI – Voluntary Health Insurance), sostenuto dal governo centrale. La maggior parte degli expat italiani in Irlanda appartiene a questa categoria.

L’approccio stepped care

Il mese scorso abbiamo visto come, nel Regno Unito, la salute psicologica sia considerata una priorità. Ciò si riflette in ingenti risorse destinate alla salute psicologica nel settore pubblico, nell’accessibilità a cure gratuite e nell’adozione di un modello definito “stepped care”. 

Per alcuni aspetti, la gestione della salute in Irlanda ricalca, a grandi linee, quella del Regno Unito. Per esempio, nella strutturazione di differenti livelli di intervento dalla prevenzione alla presa in carico specialistica, calibrati in intensità, durata e scopo differenti e variabili nel tempo, in modo commisurato alle necessità contingenti dell’individuo secondo quello che è, appunto, una presa in carico “a step”.

Come in UK, il GP (general practitioner, equivalente del medico di base italiano) rappresenta la prima figura a cui ci si rivolge per questioni riguardanti la salute psicologica. In alcuni casi il GP può fare un invio (referral) ad altre figure professionali, per esempio un/una psichiatra, un/una psicologo/a clinico/a o a un/una addiction counsellor.  

Nel caso in cui si necessiti di aiuto urgente in riferimento alla salute mentale e non sia possibile rivolgersi al proprio GP, è possibile beneficiare di un servizio chiamato “GP out of hours” (una sorta di guardia medica italiana) oppure accedere ai servizi locali di salute mentale. E’ inoltre possibile ricevere aiuto attraverso il servizio di messaggistica del numero 50808, attivo 24 ore al giorno. Da tenere a mente, inoltre, sono i numeri 999 e 112 per le emergenze sanitarie in generale. 

Come le charities nel Regno Unito, le organizzazioni volontarie irlandesi ricoprono un ruolo importante nel prestare servizi per la salute psicologica.

Stupisce, inoltre, la quantità di strumenti di selfhelp messi a disposizione dall’HSE. La sezione del portale online dell’HSE dedicata alla salute mentale è facilmente navigabile e ricca di contenuti, risorse, link utili. Per ogni esigenza, sembra esserci una sottosezione del sito dedicata. Agli utenti vengono fornite indicazioni e strumenti concreti per orientarsi e prendere decisioni ragionate rispetto alla propria salute psicologica: la modalità di fruizione non passiva dell’informazione favorisce lempowerment dell’utente, che viene così reso partecipe e responsabile rispetto al proprio benessere.

La figura dello/a psicologo/a

A differenza dell’Italia, la professione di psicologo/a in Irlanda è riconosciuta dalla legge ma non è ancora regolamentata attraverso l’iscrizione ad un albo ufficiale. Ciò potrebbe rendere più complessa la ricerca in ambito privato, da parte di un/una paziente, di un/una terapeuta qualificato/a.

E’ però prevista, negli anni futuri, la costituzione di un registration board (albo) per la professione di psicologo/a gestito dal CORU, ente preposto alla regolamentazione delle professioni sanitarie e di ambito sociale in Irlanda. 

Come stanno gli e le irlandesi? “Bored, depressed, anxious, stressed”

Che la pandemia abbia avuto degli effetti sulla salute psicologica stravolgendo equilibri, slatentizzando problematiche preesistenti e facendone emergere di nuove è ormai sotto gli occhi di tutti e tutte. Contemporaneamente, la situazione emergenziale ha messo in luce i difetti delle politiche di gestione della salute psicologica. Non è esclusa la Repubblica d’Irlanda, paese in cui la salute psicologica dei suoi abitanti sembra essere stata duramente colpita. 

Secondo un’indagine di febbraio 2021 del Central Statistics Office (CSO) sull’impatto sociale della pandemia, a star peggio sono i/le giovani dai 18 ai 34 anni: il 20.5% degli intervistati appartenenti a questa fascia d’età si è sentito “scoraggiato/a o depresso/a”  per “la maggior parte o per tutto il tempo”. 

Un’altra ricerca del 2021 incentrata sulla popolazione giovanile e sottoposta alla sottocommissione dell’Oireachtas (Parlamento della Repubblica d’Irlanda), rileva che la pandemia ha avuto un impatto negativo sulla salute psicologica dell’83% dei rispondenti: bored, stressed, depressed and anxious” sono gli aggettivi più utilizzati per descrivere l’esperienza del lockdown. Di questi, il 73% non si è avvalso di alcun servizio di supporto psicologico. L’indagine ha evidenziato una frattura netta tra il Governo e questa fascia demografica: 7 giovani su 10 non si sentono ascoltati dalle istituzioni. 

E’ importante che questo disagio venga ascoltato ora, e che si risponda con adeguate politiche, investendo in maniera decisa sulla salute psicologica dei/delle giovani e sulla formazione dei professionisti della salute mentale. 

E’ un discorso che riguarda i governi di tutti i paesi europei e che, nello specifico dell’Irlanda, si collega a problematiche riguardanti il reclutamento in ambito pubblico di psicologi e psicologhe. Come denuncia il gruppo di advocacy CARE for Psychologists Ireland, a fronte di liste d’attesa sempre crescenti, c’è una carenza di psicologi e psicologhe dovuta al mancato riconoscimento di tutte professionalità in ambito psicologico (clinical, educational e counselling psychologists) che non agevola l’ingresso nel mondo del lavoro, e, a monte, dovuta alle problematiche legate agli elevati costi per chi decide di intraprendere gli studi universitari in questo ambito.  

Salute in Irlanda: siti e contatti utili

Sezione dedicata alla salute mentale sul sito dell’HSE

Sezione dedicata al Counselling in Primary Care (CIPC), servizio per i detentori della carta sanitaria che esperiscono difficoltà psicologiche ed emotive da lievi a moderate

Sito del CORU, ente preposto alla regolamentazione delle professioni sanitarie e di ambito sociale in Irlanda

Sito della Psychological Society of Ireland 

Sezione dedicata alla salute del sito Citizens Information, contenente informazioni utili sull’organizzazione dei servizi per la salute (psicologica e non solo)