Diventare madri all’estero genera profondi cambiamenti identitari, un vissuto di doppio transito verso il luogo di espatrio e verso il ruolo di madre. Le donne sono chiamate a integrare codici sulla maternità che provengono da culture diverse, adattarsi al ruolo di madre lontano da punti di riferimento sociali e culturali e da reti di supporto. Si tratta di un’esperienza che può generare disorientamento, difficoltà a conciliare elementi identitari e culturali, a decifrare codici, a riconoscersi nei nuovi ruoli sociali. Il contesto straniero può ridurre sensibilmente la rete di sostegno e le opportunità e i supporti offerti dall’esterno, generando senso di solitudine e mancanza di punti di riferimento.
In questa condizione di mutamento e fragilità, uno spazio collettivo di confronto e ascolto privo di giudizio è uno strumento di promozione del benessere: sostiene lo sviluppo di un approccio alla maternità aperto e positivo, in cui l’integrazione tra più culture sulla maternità (dei genitori, delle famiglie, del luogo di origine e d’espatrio) sembra possibile, e diventa una ricchezza e una risorsa. Creare un dialogo tra donne che vivono esperienza di maternità in contesti anche estremamente differenti, promuove una prospettiva di migrazione come fenomeno circolare, che coinvolge l’intera umanità.
Il progetto prevede un percorso di quattro incontri online, in un gruppo di 6-8 persone composto da donne italiane espatriate e donne straniere trasferitesi in Italia. Il gruppo è uno spazio collettivo non giudicante, in cui moltiplicare le narrazioni possibili relative all’essere madre, sostenersi e confrontarsi nella costruzione di un approccio alla maternità aperto e positivo, in grado di integrare più culture. Il percorso è completamente gratuito per le partecipanti, perché sia accessibile anche a tutte quelle donne che in questa fase di cambiamento non possono sostenere una spesa per uno spazio di cura del proprio benessere psicologico. Il percorso è facilitato da una psicologa e prevede un lavoro esperienziale di tipo narrativo, per riflettere collettivamente sulle tematiche del doppio transito attraverso le proprie storie di vita: traiettorie biografiche, migratorie, interpretative, in attività guidate di racconto, ascolto e scrittura. L’eterogeneità del gruppo in termini di paesi di provenienza e residenza, anni di vissuto all’estero, età delle partecipanti e di figli e figlie, costituisce un valore aggiunto per lo scambio all’interno del gruppo, elemento che accresce la possibilità di ascoltare vissuti e esperienze, di trovare soluzioni, di incontrare risonanze e differenze.
I mesi di febbraio e marzo 2026 sono dedicati alla comunicazione del progetto e alla costruzione dei gruppi di donne partecipanti, attraverso una comunicazione multicanale e l’invio mirato a realtà in rete con Transiti che abbiano contatti diretti con donne in traiettorie d’espatrio.
Le possibili partecipanti compileranno un form di pre-adesione, che costituirà il primo contatto e manifestazione di interesse. In seguito verranno contattate dalla referente di progetto, che invierà del materiale di preparazione al gruppo e la possibilità di indicare le proprie necessità per incontrarsi. Questo per arrivare a un intervento il più possibile co-costruito sulle esigenze delle partecipanti, e perchè le partecipanti siano motivate alla partecipazione, tra il momento del primo contatto e l’effettivo avvio del gruppo.
Tra aprile e maggio 2026 sarà attivato il gruppo/i gruppi, a seconda del numero delle persone coinvolte.
Se sei interessata al progetto, compila questo form per rimanere in contatto
📩 emanuela.frigerio@transiti.net
Il progetto è gratuito, finanziato dal Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo.