Fare psicoterapia: è davvero difficile iniziare?

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fare psicoterapia
Avvicinarsi alla psicoterapia non è facile: motivazioni, ostacoli di partenza, luoghi comuni e scelta del giusto professionista 

 Cosa significa davvero “fare psicoterapia”? Da tempo noi di Transiti ci interroghiamo sul reale significato del “fare psicoterapia” – soprattutto online – e sul modo di fare divulgazione in ambito psicologico, provando a contribuire al mondo del web con contenuti validi e rendendo accessibile ciò che già esiste. 

 Nel 2012 l’American Psychological Association (APA) ha iniziato a redigere una guida sul proprio sito web intitolata “Understanding psychotherapy and how it works”, una raccolta di FAQ (Frequently Asked Questions) che spiegano in modo semplice che cos’è, che cosa aspettarsi e come prepararsi a un percorso di psicoterapia. 

La pagina è stata più volte aggiornata nel corso degli anni, ed è utile per affrontare una questione sottovalutata: il vero ostacolo da affrontare prima di iniziare un percorso di psicoterapia.

Andare dallo psicologo significa più precisamente iniziare una psicoterapia e può rappresentare una decisione importante, dietro alla quale si possono celare processi intimi, segretamente custoditi per lungo tempo o a volte semplicemente mai notati. 

Essere titubanti, preoccupati, a tratti minacciati è più che legittimo.

 Ho paura di essere giudicato/a, di non essere capita/o, che mi si legga nella mente!

Il timore di venire giudicati e di non essere capiti spesso è forte. Ma che cosa accade davvero quando sei lì, davanti allo/a psicoterapeuta?

Forse, la cosa più semplice e banale che ci si possa aspettare: vieni ascoltata/o e visto/a. 

Premettiamo che, proprio perché entra fortemente in gioco la componente soggettiva, non è possibile rispondere alla domanda “come si entra e che cosa succede in psicoterapia” in modo univoco e attraverso un solo articolo di divulgazione. 

Come spesso accade in questi casi, la risposta inizierebbe con un – spesso poco confortante – “dipende”. 

Cerchiamo però, nelle prossime righe, di portare all’attenzione il percorso dell’ingresso in terapia, accogliendo quelle che possono essere le paure, i dubbi, le resistenze, i bias, adattando la proposta dell’APA al contesto italiano e integrandola con l’esperienza clinica di Transiti. 

Avvicinarsi alla psicoterapia (un passo alla volta)

Tendenzialmente chi inizia una psicoterapia, che sia per la prima o per l’ennesima volta, si pone molte domande che si affollano nella mente creando confusione. Si tratta di pensieri ed emozioni che non è sempre facile formulare ad alta voce. 

Il discorso meriterebbe una trattazione molto approfondita. 

Ciascuno, infatti, porta in terapia problematiche ed esperienze diverse. Alcune di queste possono essere intime e di lunga data e per questo il loro ascolto e comprensione richiedono tempo, attenzione e dunque pazienza, tanto da parte del/la terapeuta quanto da parte di chi decide di iniziare il percorso. 

Se, da un lato, il percepire determinati problemi su di sé spinge a cercare risposte e soluzioni per superarli, è altresì necessario ricordare che ogni difficoltà, ogni blocco, ogni attrito personale deriva da una storia che va via via costruendosi nel corso della propria esistenza e deriva dal sano tentativo di adottare la strategia più adatta per sé in un determinato momento e in uno specifico contesto. 

Lo scopo di scelte che alle volte possono apparire disfunzionali è, comunque, derivato da una funzione di salvaguardia nei nostri stessi confronti. 

Quella che segue è una piccola guida che può orientare in modo generale rispetto al percorso verso la terapia, quello che avviene prima del suo inizio effettivo.

Che cos’è la psicoterapia?

La psicoterapia è un trattamento di comprovata efficacia. Si tratta di un processo che inizia con la decisione di intraprendere un percorso di cura di sé. Uno/a psicologo/a specializzato/a, ovvero uno/a psicoterapeuta, può aiutare ad elaborare alcune questioni attraverso un processo guidato di presa di consapevolezza e riconnessione tra le differenti parti che compongono il mondo interiore del soggetto. La psicoterapia può essere d’aiuto a persone di ogni età, promuovendo il benessere per una vita più felice, salutare e consapevole.

Nella psicoterapia, gli/le psicoterapeuti/e applicano procedure scientificamente validate per aiutare le persone a sviluppare strategie adattive maggiormente funzionali all’ambiente in cui sono immerse, attraverso atteggiamenti e azioni in grado di promuovere  la propria salute. 

Esistono numerosi approcci nel fare psicoterapia, ciascuno/a psicoterapeuta adotta quello più coerente con la propria soggettività e il proprio percorso formativo. 

Nonostante esistano specifici trattamenti d’elezione nel caso di psicopatologie gravi, ogni differente approccio può aiutare gli individui ad affrontare le proprie difficoltà adottando punti di vista e strumenti differenti. 

La psicoterapia è un processo collaborativo il cui veicolo è la relazione co-costruita tra persona e  psicoterapeuta. 

Fondata sul dialogo, fornisce un ambiente di supporto che permette di parlare apertamente con qualcuno che è obiettivo, neutrale e non giudicante – la/o psicoterapeuta. Si tratta di un lavoro condiviso per identificare e trasformare pensieri e pattern comportamentali che mettono a rischio la salute psicologica del soggetto, aiutandolo a sentirsi meglio e a vivere una vita più soddisfacente.

Con il tempo, nel corso della psicoterapia, si acquisisce una consapevolezza rispetto alle proprie risorse (e fragilità) tale da affrontare in modo più funzionale le difficoltà del presente e quelle che potrebbero sorgere in futuro. 

Quando prendere in considerazione una psicoterapia?

Esistono numerosi luoghi comuni circa la psicoterapia, (si tratta spesso di veri e propri bias) talvolta così radicati nel senso comune da rendere le persone riluttanti a provarla. Anche nel caso in cui si sia a conoscenza dei falsi miti a riguardo, può accadere di sentirsi preoccupati rispetto alla possibilità di fare psicoterapia. Superare l’apprensione, per quanto sia un passo difficile, può valere la pena: la psicoterapia rappresenta  un processo di apprendimento utile nel raggiungimento di una qualità di vita cosciente di sé.

Ciascuno ha le proprie motivazioni per iniziare una psicoterapia. Alcune persone potrebbero ricercarla perché hanno vissuto lunghi periodi di depressione, ansia o rabbia. Altre potrebbero chiedere aiuto per patologie croniche che interferiscono con il loro benessere psico-fisiologico. Altre ancora potrebbero avere problemi circostanziali, rispetto ai quali sentono il bisogno di essere supportate per poterli attraversare. Potrebbe trattarsi, per esempio, di un divorzio, di un lutto, di un trasferimento in un nuovo contesto o cultura, di un sovraccarico causato da un vecchio o nuovo lavoro, di un passaggio evolutivo. In questo senso, non esistono motivazioni più o meno legittime e problemi di serie A o di serie B nel determinare la sofferenza psichica del singolo.

A prescindere dalle motivazioni personali, ci sono, in linea generale, alcuni segnali trasversali alle diverse situazioni che suggeriscono che si potrebbe trarre beneficio da una psicoterapia. Alcuni di questi includono:

  • eccessivo, prolungato senso di vulnerabilità e tristezza;

     

  • difficoltà nel concentrarsi sulle attività lavorative o nel portare avanti altre attività quotidiane;

     

  • preoccupazione eccessiva, aspettandosi il peggior scenario possibile, o stato di allerta costante;

     

  • malessere che non sembra migliorare nonostante gli sforzi e l’aiuto da parte di persone significative;

     

  • messa in atto di comportamenti che feriscono/danneggiano il soggetto o le persone che lo circondano.

     

Come scegliere un/una professionista adeguato/a

Può sembrare banale, ma non è così scontato che tutti lo sappiano: per andare in psicoterapia c’è bisogno di uno/a psicoterapeuta. 

Si tratta di un/una professionista che, dopo la laurea magistrale in psicologia, un anno di tirocinio pratico, l’esame di Stato per l’iscrizione all’Ordine Nazionale degli Psicologi, si specializza presso una scuola riconosciuta dal Ministero della Salute. 

In altri paesi, il percorso di studi necessario alla pratica della professione può essere differente da quello italiano.

In Italia psicologhe e psicologi sono numerosi. 

Nel 2019 se ne contavano oltre 50.000, con una tra le maggiori concentrazioni per abitante al mondo. 

Non è difficile, quindi, trovare lo studio di un/una professionista anche nelle zone meno densamente abitate del paese. Inoltre, sono numerosi gli psicoterapeuti e psicoterapeute espatriati che lavorano all’estero, anche se si trovano concentrati per lo più nei grandi centri urbani. Negli ultimi anni ha avuto inoltre forte impulso la psicoterapia effettuata attraverso internet, specialmente via video. 

Non tutti hanno la stessa specializzazione. 

Ciascuno ha seguito una formazione e sviluppato esperienza in ambiti specifici. Per esempio: il lavoro con i bambini o gli adolescenti, con gli anziani o con le famiglie, i rapporti di coppia, le problematiche d’ansia, i disturbi d’umore o di personalità,  aree più vicine al mondo psichiatrico, ecc. 

Orientarsi  tra differenti approcci e aree di specializzazione può essere complesso e risultare a tratti faticoso, soprattutto se ci si trova in un momento di difficoltà. Può essere utile, quindi, informarsi e porsi alcune domande che possono essere d’aiuto a chiarire meglio a se stessi alcune questioni. Essere consapevoli delle differenti possibilità esistenti è già un buon passo avanti.

Prendere coscienza e successivamente decidere di intraprendere una psicoterapia è sempre ammirevole. Per quanto piccolo o grande sia il problema che senti, per tanto o poco tempo che tu ci stia convivendo, il desiderio di conoscersi più a fondo e di raccontarsi è comprensibile e – possiamo dirlo – coraggioso. 

 

Anche di questo parleremo in un altro articolo: “Prepararsi a un percorso di psicoterapia: dubbi, timori, questioni pratiche?

 

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