Verso il benessere psicologico in espatrio scientifico

Un progetto pilota di Transiti, in collaborazione con Oceanitalians, che esplora il benessere psicologico dei ricercatori italiani all’estero, dove mobilità internazionale e carriera nella ricerca scientifica si intrecciano. Attraverso focus group, analisi tematiche e interviste, il progetto raccoglie esperienze vissute per comprendere sfide, risorse e bisogni di chi vive l’espatrio con l’obiettivo di sviluppare strumenti concreti di supporto psicologico, individuali e comunitari.

Perchè Verso il benessere psicologico in espatrio scientifico?

Ogni anno migliaia di ricercatori e ricercatrici lasciano l’Italia per costruire una carriera all’estero spinti da condizioni di lavoro più favorevoli. Eppure questa esperienza, spesso raccontata solo come opportunità di crescita, può nascondere alcune fragilità come ansia, solitudine, fatica di adattamento, incertezza sul futuro.

 

Cosa indaga Verso il benessere psicologico in espatrio scientifico?

Il progetto esplora le dinamiche psicologiche che emergono all’intersezione tra mobilità internazionale e carriera nella ricerca. In particolare si concentra su:

  • le difficoltà nelle diverse fasi dell’espatrio: partenza, permanenza, rientro
  • il ruolo delle relazioni sociali e professionali nel benessere quotidiano
  • il modo in cui identità, appartenenza e cambiamento si intrecciano nell’esperienza di ricercatori e ricercatrici
  • i bisogni di supporto spesso non intercettati dai servizi esistenti

L’obiettivo è costruire una visione autentica e sfumata di questa esperienza, per tradurla in interventi concreti che migliorino la qualità della vita di chi fa ricerca lontano da casa.

 

Come si sviluppa Verso il benessere psicologico in espatrio scientifico?

Il progetto nasce con l’obiettivo di co-costruire un progetto insieme a ricercatori e ricercatrici in modo da ragionare insieme su obiettivi comuni.
Il primo passo sono stati i focus group: sei incontri online con sette ricercatori in scienze marine, per condividere vissuti, risorse e bisogni legati alle diverse fasi della mobilità. Il materiale raccolto è stato poi analizzato attraverso il modello SIMIC, un framework psicosociale che esplora il ruolo dell’identità sociale nei momenti di cambiamento. I risultati hanno trovato spazio in una tesi magistrale in Psicologia clinica e di comunità (Università di Torino) e in due conferenze internazionali come progetto pilota (6th International Conference on Social Identity and Health all’Università di Limerick; forum internazionale annuale di LaEUMiDi).

In seguito sono state condotte delle interviste semistrutturate, dieci conversazioni individuali di circa un’ora, in cui le persone coinvolte hanno potuto raccontarsi con più tempo e profondità facendo emergere la complessità delle storie e delle narrazione, con le loro ambivalenze, le fragilità, i desideri non detti.

I risultati sono stati il punto di partenza di materiali di divulgazione e di un workshop proposto in alcune città europee nella cornice del progetto Traiettorie in Europa. Il progetto è stato anche presentato al CNR Ismar di Lerici a un gruppo di ricercatori e ricercatrici in scienze marine interessate al tema.

 

Cosa è emerso da Verso il benessere psicologico in espatrio scientifico?

I racconti raccolti dipingono le esperienze d’espatrio come percorsi ricchi e complessi, fatti di di sfide e opportunità, relazioni significative e nuove appartenenze. In particolare, i temi ricorrenti riguardano:

  • Trasformazione personale e professionale: vivere all’estero cambia il modo di pensare, di affrontare il lavoro e la vita quotidiana, favorendo lo sviluppo di nuove competenze e di una maggiore consapevolezza di sé.
  • Crescita attraverso le sfide: solitudine, differenze culturali e adattamento a nuovi contesti stimolano autonomia, resilienza e maturità personale.
  • Opportunità e sfide lavorative: i contesti internazionali offrono percorsi più dinamici e meritocratici, ma richiedono anche flessibilità, adattamento e gestione della competizione.
  • Equilibrio tra vita privata e carriera: trovare un bilanciamento tra lavoro e relazioni personali è spesso difficile
  • Identità e appartenenza multipla: l’esperienza internazionale favorisce il senso di appartenenza a più culture e comunità, ma allo stesso tempo possono emergere ambivalenze legate al ritorno o alla vita in luoghi diversi.
  • Relazioni significative e reti di supporto: la distanza seleziona le relazioni più autentiche e spinge a costruire nuove reti sociali e professionali sul posto, creando legami solidi e duraturi.

 

Come continua Verso il benessere psicologico in espatrio scientifico?

La ricerca è attualmente in fase di disseminazione e di progettazione per nuove azioni.

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